La diversità linguistica a rischio di estinzione

Stiamo vivendo in un’epoca che assiste all’estinzione di massa delle lingue. Secondo alcuni esperti, la metà delle circa 7.000 lingue parlate oggi cesserà di esistere entro la fine di questo secolo. Questo significa che le lingue del mondo stanno scomparendo ad una velocità molto maggiore delle specie animali e vegetali.

Per molte persone, il fenomeno della scomparsa delle lingue appare come qualcosa di molto distante, una sorta di virus remoto che colpisce lingue esotiche. Non sanno quanto velocemente una comunità può diventare monolingue. Non sanno cosa significhi essere uno degli ultimi parlanti di una lingua. Si rifiutano di ritenere la propria lingua in pericolo, perché vedono altre persone parlarla. Non sono capaci di riconoscere i segni di indebolimento di una lingua nei confronti di un’altra dominante, e sovrastimano la vitalità della propria. Una comunità spesso si accorge che la propria lingua è in pericolo quando ormai è troppo tardi. Molti sono convinti che la perdita della lingua originale sia innocua per una comunità, anzi sia un impulso verso la modernizzazione. Secondo l’Atlante UNESCO delle Lingue in Pericolo, in Italia ci sono ben 31 lingue a rischio di estinzione, nel brevissimo e medio periodo.

La scomparsa di una lingua rappresenta sempre una perdita per una comunità, una cultura, l’intera umanità. Ogni volta che una lingua muore si perde un po’ di quella diversità che è il tratto principale della diffusione dell’uomo sulla Terra e della sua risposta alla diversità ambientale con cui è entrato in contatto. Con la scomparsa di una lingua scompare anche un modo di vedere e categorizzare la realtà, e spesso si perdono anche conoscenze specifiche. A livello globale, ogni volta che una lingua si estingue sparisce per sempre un tassello di quel grande mosaico che è il linguaggio, uno degli artefatti umani più straordinari e complessi. Conoscere e comprendere il problema, la sua gravità e vicinanza, è il primo passo verso una nuova consapevolezza e una nuova cultura che dà valore, apprezza e protegge la diversità linguistica.

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Quante sono le lingue parlate in Italia ?

Quante lingue ci sono in Italia? La risposta è: dipende. Dipende da cosa viene considerato “lingua” e da chi fa questo censimento. In questo e nei prossimi post proveremo ad analizzare la questione. Cominciamo col dire che l’Italia è il paese europeo a maggiore diversità linguistica, ma che questa diversità è molto poco nota.

Il catalogo Ethnologue elenca 33 lingue diverse parlate sul territorio italiano, senza contare le lingue di immigrazione recente (come rumeno, albanese, arabo, swahili, ecc.): 33 lingue autoctone, un record europeo. Da nord a sud , sono: francoprovenzale (in Val d’Aosta ma anche in Puglia), francese (Val d’Aosta), walser (Piemonte e Valle d’Aosta), occitano (in Piemonte e Calabria), piemontese (Piemonte e Valle d’Aosta), lombardo (Lombardia, Piemonte, Emilia, Basilicata e Sicilia), ladino (Alto Adige, Trentino, Veneto),  cimbro (in Trentino e Veneto), mòcheno (in Trentino), bavarese, tedesco (in Alto Adige),  veneto (Veneto e Friuli-Venezia-Giulia), friulano (in Friuli e Veneto), sloveno (Friuli-Venezia-Giulia), ligure (in Liguria, ma anche in Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Sardegna), emiliano (in Emilia), romagnolo (Romagna e Marche), napoletano-calabrese (Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Marche, Abruzzo, Molise e Lazio), catalano (in Sardegna nella città di Alghero), corso (nella Sardegna settentrionale), slavo (in Molise), sardo (Sardegna), siciliano (Sicilia, Puglia e Calabria),  croato (Molise),  Greco (Griko, in Calabria e Puglia), arbereshe (in Calabria, Molise, Puglia e Campania). A queste si aggiungono lingue non territorialmente delimitate come il giudeo-italico, la Lingua Italiana dei Segni (LIS), la Lingua Internazionale dei Segni (ISL), e il rromanì nelle sue tre varianti (Vlax, Sinti, e Balcanico), e, ovviamente, l’italiano.

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GDBtf – Grant Dizionari Bilengâl Talian-Furlan

Il GDBtf presenta circa 62.000 lemmi sul versante dell’italiano, circa 46.500 di una parola sola (monotematici) e circa 15.500 locuzioni (polirematici), cui fanno riferimento 63.500 lemmi friulani, di cui 45.000 monorematici e 18.500 polirematici. Il GDBtf vuole essere uno strumento al servizio del friulano per tutti coloro che desiderano leggerlo e scriverlo correttamente secondo le regole della grafia ufficiale della lingua friulana.

Link: http://www.arlef.it/gdbtf/htdocs/gdbtf.pl/search